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E’ nata Water Alliance, joint venture tra aziende idriche lombarde

risorse idriche – Con un brindisi simbolico a base di acqua di rete, al termine di un convegno sulle prospettive del servizio idrico, si è avviato a Monza il percorso che entro fine anno porterà alla nascita della prima joint venture contrattuale tra aziende idriche in house della Lombardia.

“Water Alliance – Acqua di Lombardia” è il progetto voluto da Gruppo CAP, BrianzAcque, Uniacque, Padania Acque, Lario Reti Holding, Sal e Pavia Acque, sette realtà in house che insieme garantiscono un servizio di qualità a oltre 5 milioni di abitanti (più della metà dei cittadini lombardi) che hanno deciso di fare squadra per coniugare il radicamento sul territorio e le migliori pratiche nella gestione pubblica dell’acqua. Il progetto ha il patrocinio di Expo 2015, ANCI Lombardia e Confservizi Lombardia.

“Questa iniziativa, di cui siamo felici di fare da capofila – spiega Alessandro Russo presidente di Gruppo Cap – è una novità assoluta nel panorama della nostra regione e una grande sfida. Il nostro scopo è costruire un sistema di rete, una vera Water Alliance, che ha i numeri per proporsi sullo scenario nazionale come il più grande soggetto pacqua donna che beveubblico aggregato del servizio idrico. Le aziende pubbliche lombarde sono qui per dire che hanno le competenze, le risorse e la forza per rispondere alle nuove esigenze di investimenti in infrastrutture e servizi. Si tratta di un progetto ambizioso e aperto a chi in questi mesi volesse farne parte”.

Nei prossimi cinque anni, le sette aziende investiranno 800 milioni di euro: uno sforzo che si concentra in gran parte nell’impegno per mettere a norma depuratori e fognature, e risolvere così il grave deficit infrastrutturale che vede ancora l’Italia sotto procedura di infrazione comunitaria.

“Partiamo ora con un primo percorso di ascolto di tutti gli stakeholder che durerà da qui a fine anno, passando per un appuntamento a Expo in programma a settembre e, a fine anno, firmeremo la joint venture contrattuale e poi si parte”, aggiunge Russo. Gli obiettivi? Non solo qualità del servizio ma anche affrontare tematiche quali accesso al credito, agenda smart, costi dell’energia, supporti informatici.

Un’occasione per “aumentare la capacità delle nostre aziende di essere competitive – aggiunge Antonio Redondi, presidente Sal – gettare le basi per una cooperazione stabile e sinergica tra le aziende, per produrre nuove economie di scopo e maggiori economie di scala, favorendo anche l’accesso al credito per nuovi investimenti”.

“Servono investimenti importanti per risolvere una volta per tutte le criticità di questo settore strategico, ma c’è bisogno anche di ingenti spese di manutenzione per garantire un servizio che arriva nelle case di tutti. Occorre, appunto, fare sistema e l’in-house è una valida risposta”, sottolinea Paolo Franco, presidente Uniacque.

“Crediamo fortemente in quacqua2esto progetto perché rappresenta un’ imperdibile opportunità di mettere a fattor comune le eccellenze di gestione delle aziende pubbliche dell’idrico – spiegano Gianfranco Mariani ed Enrico Boerci, rispettivamente presidente e amministratore delegato di BrianzAcque”.

Una recente ricerca in ambito europeo, infatti, rileva come un numero crescente di città abbia deciso di riportare i servizi idrici in gestione pubblica. Complessivamente, questo processo ha interessato 100 milioni di persone negli ultimi 15 anni. Il Comune di Parigi su tutti.

“La rete delle società idriche in house lombarde – conclude Paolo Franco – rappresenta un valore aggiunto ed una grande opportunità per il territorio e per la Regione: un soggetto attivo e strategico da un punto di vista politico, istituzionale ed economico”.

27 aprile 2015

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