lotta allo spreco alimentare – La sostenibilità, è bene considerarlo, passa anche dalle nostre tavole. Oggi cucinare senza sprechi non è solo importante per il portafogli, ma è il modo perfetto per alleggerire la nostra impronta sull’ambiente.
Cucinare utilizzando gli scarti è una buona abitudine che, oggi più che mai, va incentivata.
Una cucina senza sprechi considera prima di tutto la messa a punto di scelte intelligenti, sfruttando tutto quello che abbiamo a nostra disposizione in frigorifero e in dispensa, privilegiando il consumo di ingredienti deperibili. La prima regola è quindi quella di gestire al meglio le scorte casalinghe di cibo.La seconda regola considera la necessità di utilizzare tutto, anche le parti che teoricamente vengono considerate meno “nobili” di frutta e verdura.
Non sono necessari artifizi, nè servono tecniche o strumenti particolari. Realizzare piatti gustosi con gambi, bucce, torsoli è possibile anche senza essere chef rinomati.
Usiamo tutto: dalle foglie ai gambi
Bucce, foglie e gambi infatti non sono da considerare come scarti, ma come miniere di sostanze nutritive addirittura in misura maggiore rispetto alla polpa, una “regola” che vale – ad esempio – per zucca, porro e sedano. Purtroppo, oltre alle sostanze nutritive, spesso nelle bucce ci sono anche i pesticidi. Ecco perché Altroconsumo ha condotto un’indagine sul tema pubblicata nel numero di InSalute di aprile 2020 – per capire quante sostanze nutritive e quanti pesticidi contengono le bucce, i gambi e le foglie di 7 ortaggi e 3 frutti, sia biologici sia convenzionali.
“Per capire se davvero bucce, gambi, foglie sono fonti preziose di benessere, li abbiamo messi a confronto con le parti che di solito siamo abituati a mangiare – spiega il team di Altroconsumo che all’argomento ha dedicato un’indagine -.
Risultato? Le foglie del sedano sono molto più ricche di polifenoli rispetto al gambo (77 mg/100 g contro 9,7); la buccia di mela lo è rispetto alla polpa (107,6 mg/100 g contro 64,1); le foglie verdi del porro hanno più vitamina C rispetto al bulbo (7,6 contro 3,6 mg/100 g). Molto spesso, dunque, proprio la parte meno nobile è la più ricca dal punto di vista nutrizionale: oltre a sedano, mela e porro, è anche il caso della zucca, del limone e dell’arancia. Nella polpa della zucca c’è il 27% in meno di vitamina C rispetto alla buccia (9,7 invece di 13,2 mg/100 g ) e la quantità di fibra è meno della metà (3 g invece di 7 g/100 g). Le foglie di cavolfiore sono risultate più ricche di fibra rispetto alle cime (4,5 contro 3,3 g/100 g).
I dati sui pesticidi
Se utilizzare frutta e verdura quasi nella loro totalità permette di risparmiare economicamente sulla spesa, sul tempo che si passa in cucina, sull’impatto ambientale, e offre benefici dal punto di vista nutrizionale, è bene considerare il rovescio della medaglia ovvero la presenza di eventuali pesticidi.
“Nella nostra indagine – spiegano ad Altroconsumo – siamo andati anche alla ricerca di queste sostanze, sia su frutta e verdura convenzionale sia sugli omonimi biologici”.
I consigli per usare le bucce
Tra i consigli per utilizzare queste parti considerate meno nobili, c’è ad esempio quello di usarle per dare profumo ai brodi o per preparare dei centrifugati. Le foglie di alcuni ortaggi che solitamente vengono buttate (come ad esempio per il cavolfiore) invece, possono essere cucinate per preparare sformati e vellutate, oppure possono essere bollite e poi saltate in padella. I ciuffi dei finocchi invece, si possono ad esempio usare per preparare un pesto per la pasta.
La Spesa che Sfida: il progetto concreto per aiutare i consumatori
Altroconsumo, lo ricordiamo, è impegnata da anni su temi legati alla sana alimentazione, alla riduzione degli sprechi e all’attenzione alla sostenibilità delle proprie scelte.
“Cucinare ricette con ingredienti di stagione, ridurre il consumo di carne, ignorare la moda dei “superfood”: sono solo alcuni dei suggerimenti concreti che possono aiutare a “fare del bene” non solo il nostro organismo ma anche quello ambientale – sottolineano in associazione -.
E proprio per essere vicini ai consumatori in maniera concreta è nato il progetto “La Spesa che Sfida” finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico (DM 7 febbraio 2018). Obiettivo del progetto è rendere più semplice la vita dei consumatori, spiegando a cosa fare attenzione, quali informazioni cercare in etichetta, ma anche come non farsi ingannare da immagini e claims pubblicitari o dal posizionamento negli scaffali.
Attraverso brevi video e consigli l’Organizzazione vuole aiutare le persone a fare la spesa in maniera consapevole per preservare la salute, l’ambiente e il portafoglio: online sono disponibili due video su come non sprecare cibo in casa e come organizzare il frigorifero e conservare meglio la spesa.